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	<title>DD Radar &#187; p2p</title>
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		<title>Svezia, condannata Pirate Bay un anno ai quattro responsabili</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 14:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gluttony</dc:creator>
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	STOCCOLMA &#8211; Quattro responsabili di Pirate Bay, uno dei maggiori siti di scambio di file via internet al mondo, sono stati condannati stamani a un [...]]]></description>
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	<p>Il tribunale &#8211; accogliendo la richiesta dell&#8217;accusa, pronunciata il 2 marzo scorso &#8211; ha condannato il sito a versare 30 milioni di corone (2,7 milioni di euro) di danni e interessi all&#8217;industria del disco, del cinema e dei videogiochi. I colossi dell&#8217;entertainment, dalla Sony alla Warner Bros, avevano chiesto 117 milioni di corone (106 milioni di euro) di risarcimento e interessi per le perdite causate dalle decine di milioni di download illegali tramite il sito.</p>
	<p>I quattro, che fino all&#8217;ultimo hanno negato ogni addebito, avevano fatto sapere di voler ricorrere in appello in caso di condanna in primo grado. La Corte ha motivato la sentenza affermando che i condannati &#8220;sono a conoscenza che sul sito venga scambiato materiale protetto da copyright&#8221;. La pena di un anno di carcere è quindi giustificata &#8220;dall&#8217;estesa accessibilità&#8221; del portale e &#8220;dal fatto che l&#8217;operazione sia stata condotta in modo organizzato per scopi commerciali&#8221;. Il sito ha infatti raggiunto i 22 milioni di utenti in tutto il mondo.</p>
	<p>In Italia thepiratebay.org era stato bloccato per alcuni giorni nell&#8217;estate del 2008 da un provvedimento del gip del Tribunale di Bergamo. La censura era stata però revocata dal Tribunale del Riesame che accettò il ricorso della società. A oggi il sito risulta ancora attivo. &#8220;Il tribunale di Stoccolma sembra aver accolto in pieno le prove, tra le quali anche i dati sui danni provocati da Pirate Bay a produttori ed artisti italiani, dando un efficace segnale che l&#8217;illegalità non è tollerata&#8221;, commenta Enzo Mazza, presidente della Fimi, la Federazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende discografiche italiane.</p>
	<p>The Pirate Bay, pur non detenendo direttamente i file protetti da diritto d&#8217;autore, mette in collegamento gli utenti attraverso la popolare tecnologia dei BitTorrent che consente di scambiarsi i file.</p>
	<p>Il processo che si è concluso oggi &#8211; e che è durato tre settimane &#8211; è considerato come uno dei più importanti nella battaglia che da anni contrappone l&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento culturale alla pirateria.</p>
	<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/tecnologia/p2p/sentenza-pirate/sentenza-pirate.html" target="_blank">Repubblica.it</a></div>
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